Diffusione dei capelli rossi in Italia

I capelli rossi sono un tratto genetico recessivo provocato da una serie di mutazioni nel recettore MC1R, un gene localizzato nel cromosoma 16 del nostro DNA. Essendo un tratto recessivo la mutazione deve essere presente in entrambi i genitori per ereditare i capelli rossi, di conseguenza ci sono persone che portano il gene dei capelli rossi ma non hanno i capelli rossi. In Scozia solo il 13% della popolazione ha i capelli rossi sebbene la mutazione genetica sia presente almeno nel 40% della popolazione.

Ci sono molti tipi di capelli rossi, alcuni più chiari o mischiati col biondo, altri più scuri castani con un tono rosso, questo è perché alcune persone sono portatrici solo di alcune delle varianti possibili di mutazioni nel gene MC1R che interagiscono col colore rosso dei capelli. La lucentezza dei capelli dipende anche da altre mutazioni che regolano la pigmentazione sia della pelle che dei capelli.

Questo tratto genetico è molto raro, si stima infatti che solo il 2% della popolazione mondiale abbia i capelli rossi, ma non è poi così raro se consideriamo la sola popolazione europea, possiamo infatti affermare che abbia una certa frequenza più alta negli appartenenti all’aplogruppo Y-DNA R1b, basta confrontare la mappa di diffusione dei capelli rossi con la mappa della diffusione dell’aplogruppo Y-DNA R1b in Europa per cogliere l’evidente legame tar i due dati.

mappa europea dei capelli rossi Haplogroup_R1b-borders

Il gene dei capelli rossi è molto indicativo per determinare l’apporto genetico del Medioevo nella composizione genetica degli italiani. Dagli autori romani sappiamo che il rutilismo, gene recessivo e molto evidente, era considerato dai latini esotico e pertinente alle popolazioni celto-germaniche (Tacito). Recenti studi hanno poi dimostrato come questo gene fosse già presente nei Neanderthal ed è quindi probabile che rientri tra i geni ereditati dai Neanderthal nel processo di ibridazione coi Sapiens. Il gene dei capelli rossi sembrerebbe anche essere collegato con altri tratti genetici come le lentiggini come gli occhi verdi, la sensibilità agli sbalzi di temperatura, il livello di sopportazione del dolore.

B6CCsuqIMAAQuIcIl capitano medico Ridolfo Livi redasse una serie di mappe statistiche che riguardano alcune caratteristiche fisiche raccolte durante le visite mediche delle prime leve del regio esercito all’indomani dell’unificazione italiana, quindi sono dati che si riferiscono al 1865. Sono molto interessanti dal punto di vista antropologico perché riguardano un paese ancora privo di flussi migratori interni, infatti per andare da Firenze a Modena, prima dell’unificazione occorreva il passaporto. Le carte di Livi fotografano un paese complesso dal punto di vista antropologico.

Nella determinazione degli aplogruppi genetici di origine medievale e altomedievale in Italia, si raffronti la mappa di Livi dei capelli rossi con quella degli aplogruppi di origine “barbarica”. Occorre qui anche considerare la scarsezza del campione italiano, in quanto da noi ancora i test genetici ancestrali non sono molto diffusi, il confronto offre comunque alcuni spunti evidenti in particolare riguardo alla Sicilia Nord-occidentale (Palermo), la zona di Napoli e Benevento. La mappa di Eupedia dell’R-U106 (proto-germanico) è abbastanza datata e risale al 2011, so per certo di diversi campioni positivi all’R-U106 nella zona di Massa che coincide con l’aumento della frequenza dei capelli rossi nella mappa di Livi.

Nel 2011 la banca del seme più grande del mondo ha smesso di accettare donatori dai capelli rossi, si tratta di una scelta di marketing dovuta al fatto che chi si rivolge a queste banche in genere è alla ricerca di un ideale di bellezza stereotipata e difficilmente i capelli rossi che sono una particolarità genetica rientrano in questi canoni.

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