Gli antichi Beringi potrebbero riscrivere la storia del popolamento delle Americhe

Una nuova scoperta sul DNA arcaico potrebbe riscrivere la storia del popolamento delle Americhe. In realtà un nuovo gruppo etnico denominato antichi Beringi e strettamente imparentato con i moderni Europei è stato scoperto dai ricercatori. le analisi genetiche condotte su una bambina che morì alla fine dell’Era Glaciale dimostrano che ella apparteneva ad un gruppo finora sconosciuto di Beringi.

Una bambina che visse e morì in quella che adesso è l’Alaska alla fine dell’Era Glaciale è risultata appartenere ad un gruppo finora sconosciuto che si separò dagli ancestori dei moderni Europei secondo le analisi compiute sul DNA ricavato dalle ossa.

La bambina morta all’età di sei settimane è stata trovata in una fossa accanto ai resti di un bambino appena nato probabilmente un cugino durante gli scavi effettuati presso un accampamento di 19.500 anni fa nella valle del fiume Tanana nell’Alaska centrale. I resti erano stati scoperti nel 2013 ma l’analisi genetica completa non era ancora stata possibile fino ad oggi.

I ricercatori hanno provato ad estrarre il DNA da entrambi i bimbi ma sono riusciti a farlo solo dalla più grande. Si aspettavano di trovare corrispondenze tra il DNA ricavato ed i moderni lineaggi di nativi americani del Nord America e dell’America Latina, in realtà hanno trovato un make-up genetico del tutto differente attribuibile ad una nuova popolazione.

Il genoma ricavato da un villaggio del Pleistocene confermerebbe che furono gli ancestori dei moderni europei a popolare per primi il Nord America.

Il nuovo gruppo etnico denominato antichi Beringi sembrerebbe essersi separato dagli ancestori dei moderni Europei circa 20.000 anni fa. Facendosi strada verso il Nord America attraverso l’Alaska quando un passaggio di terra ferma ghiacciata rese momentaneamente possibile il collegamento tra l’Eurasia ed il Nord America. Gli antichi Beringi quando i ghiacci cominciarono a ritrarsi si spostarono verso Sud mescolandosi con altre popolazioni di Nativi Americani. Ecco perché oggi molti Nativi Americani hanno caratteristiche fisiche così simili a quelle degli Europei. Secondo Eske Willerslev lo studioso di genetica evoluzionista dell’Università di Copenhagen che ha estratto il DNA dalla bambina da un osso del cranio chiamato osso petroso.

“Questa è una popolazione di nativi americani di origine nordica”

La scoperta che è stata pubblicata sulla rivista Nature è controversa poiché sembrerebbe puntare sulle origini euroasiatiche dell’uomo piuttosto che sulla classica teoria Out Of Africa (OOA).

Lavorando con gli scienziati dell’Università dell’Alaska, Willerslev ha comparato il make-up genetico della bambina, chiamata dalla comunità locale “Xach’itee’aanenh t’eede gaay” cioé la bimba del sole nascente, con quello di popolazioni antiche e moderne scoprendo che circa il 50% del suo DNA è quello di una delle tre popolazioni ancestrali degli Europei chiamata ANE, Ancient North Eurasian (Antichi Nord Euroasiatici). Il resto del suo DNA è risultato per metà nativo americano del Nord America e per l’altra metà nativo americano dell’America Latina. Usando un modello evoluzionistico i ricercatori hanno dimostrato come i Nativi Americani hanno cominciato ad emergere come popolazione distinta circa 35.000 anni fa e 25.000 anni ci fu l’incontro con queste popolazioni Nord Euroasiatiche di cui oggi gli Europei sono in parte discendenti.

Diffusione ANE (Ancient North Eurasian)

Durante l’ultima glaciazione una striscia di terra collegava l’Europa all’Asia e al Nord America attraverso quello che adesso si chiama Stretto di Bering. Willerslev ritiene che questi nostri ancestori attraversarono lo stretto ghiacciato in un’unica singola migrazione di 20.000 anni fa. Quelli che si stabilirono nel Nord America diventarono gli antichi Beringi mentre quelli che si spostarono a Sud si divisero tra quelli che sarebbero diventati i Nativi Americani del Nord America e quelli che sarebbero diventati i Nativi Americani dell’America Latina 15.700 anni fa.

Ma c’è un’altra possibilità. Ben Potter, un archeologo del team dell’Università dell’Alaska a Fairbanks, pensa che i Beringi si separarono dagli ancestori dei Nativi Americani già in Europa quindi prima che entrambi i gruppi attraversassero il ponte di acqua ghiacciata verso il Nord America in migrazioni separate.

“Il supporto per questo scenario sta nel fatto che non abbiamo alcuna evidenza dei Beringi nella regione Euroasiatica 20.000 anni fa”

Potter pensa che questi Europei siano entrati in contatto con popolazioni asiatiche prima di passare in Nord America generando i Nativi Americani.

Gli scavi al sito archeologico hanno rivelato 3 strutture di tende che avrebbero formato un riparo. I due bimbi sono stati trovati in una fossa vicino al luogo dove le famiglie cuocevano il salmone pescato nel vicino fiume  del sole che nasce. I resti cremati di un terzo bimbo morto all’età di tre anni sono stati trovati al centro dell’accampamento.

Connie Mulligan, un’antropologa dell’Università della Florida ha detto che i resti puntano ad una singola migrazione dall’Europa al Nuovo Mondo attraverso l’Asia. Ma restano delle cose da chiarire.

“Come hanno potuto spostarsi così velocemente fino alle ultime propaggini del Sud America e popolare due continenti con condizioni climatiche così differenti?”

Questo può anche testimoniare la forte tempra genetica di queste popolazioni ed il loro desiderio per migliori condizioni di vita. Con la veloce scomparsa del ponte di terra ferma tra l’Asia ed il Nord America questi primi colonizzatori delle Americhe dovettero contare sui salmoni che catturavano che senza dubbio hanno migliorato le loro capacità cognitive nel gestire i rapidi cambiamenti della situazioni. Il salmone è ricco di acidi grassi Omega-3 che sono essenziali per un alto livello delle funzioni cerebrali.

David Reich, un genetista dell’Università di Harvard, sostiene che il lavoro compiuto spinge per un singolo processo migratorio in Alaska prima e successivamente attraverso il Nord America ed il Sud America. Inoltre non sarebbe convincente che gli antichi Beringi si separassero dagli ancestori dei Nativi Americani 20.000 anni fa perché anche piccoli errori da parte dei ricercatori potrebbero portare a conclusioni del tutto differenti sui tempi di separazione dei lineaggi genealogici.

“Sebbene il periodo di 19.000-21.000 anni fa avrebbe importanti implicazioni se confermato, non sono convinto che vi sia evidenza che la separazione fosse così antica”

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