Ricostruito il DNA di Gabriele D’Annunzio ricavato da un fazzoletto

Non è stato necessario riesumare la salma, i Carabinieri del RIS di Cagliari  sono riusciti ad isolare tracce del DNA dell’esponente del Decandentismo italiano dal liquido seminale ritrovato su un fazzoletto che il poeta donò ad una delle sue molte amanti, la contessa Olga Levi Brunner dopo una notte di passione. Il fazzoletto in questione era conservato al Vittoriale degli Italiani. Gli scienziati del RIS hanno evidenziato sul fazzoletto le tracce di sperma con l’uso di una lampada forense e poi ne hanno ricavato un profilo genotipico maschile (Y-DNA) confrontandone i 16 marcatori STR con quelli prelevati con un tampone salivare di un pronipote. Come ormai dovrebbero sapere i lettori del nostro blog il cromosoma Y ha la caratteristica di essere l’unico cromosoma del corredo genetico umano a rimanere inalterato attraverso le generazioni seguendo il lineaggio paterno (cromosoma fotocopia) e quindi riveste un ruolo importante sia nella ricerca genealogica sia nelle indagini forensi.

«Nessuno – dice il presidente del Vittoriale degli italiani, Giordano Bruno Guerri – vuole clonare D’Annunzio, ma nessuno può sapere quali saranno le evoluzioni della scienza e della società: è bene che quel DNA sia stato rilevato».

Nell’occasione di questa scoperta scientifica il presidente della fondazione del Vittoriale degli italiani ha svelato una lettera inedita ricevuta da un collezionista nella quale si celebrava l’impresa di Fiume che fu occupata per sedici mesi dai legionari nazionalisti comandati da D’Annunzio «Volli da colonnello prendere e tenere Fiume d’Italia dove i carabinieri, fra ogni specie di sopraggiunti diedero l’esempio della disciplina, del coraggio, della lealtà, della devozione spontanea della causa bella».

A questo punto non ci resta che attendere la pubblicazione dei risultati, siamo molto curiosi di sapere quale era l’aplogruppo di questa importante seppur controversa figura del primo Novecento italiano che adesso avrebbe 154 anni.

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